La “cura” presuppone un atto empatico: chiunque voglia dedicarsi alla cura deve accorgersi dell’altro e dei suoi bisogni. Prendersi autenticamente cura dell’altro significa aiutare l’altro ad individuare il proprio progetto di vita, a compiere il proprio cammino di maturazione, a contemplare anche la possibilità del fallimento. È questa una “cura” tesa alla libertà per l’altro.
Ogni relazione nel mondo della scuola deve essere improntata alla “cura”: al centro della nostra azione educativa deve esserci la più profonda ricerca del bene dell’anima. È un compito etico di grande responsabilità.
Le nostre studentesse e i nostri studenti ci sono stati “donati” nel nostro cammino professionale: sono un tesoro di inestimabile valore, da cui lasciarsi stupire e di cui prendersi cura.
Che le festività imminenti rafforzino in noi l’idea che il cuore del nostro agire è proprio la dimensione più autentica della nostra esistenza, la cura.
Alle studentesse ed agli studenti, alle famiglie, ai docenti ed al personale tutto giungano i miei più cari auguri di buon Natale e di un felice anno nuovo.
La Dirigente Scolastica
(Prof.ssa Paola Di Veroli)
Personale scolastico